Thaipusam a Singapore: fede, sacrificio e tradizione nelle strade della città

Ogni anno, tra gennaio e febbraio, le strade di Singapore ospitano una delle celebrazioni religiose più particolari del Paese. Il Thaipusam, festività induista profondamente radicata nella comunità tamil, richiama migliaia di fedeli che partecipano a una lunga processione tra i templi di Little India e Tank Road. Una tradizione che può sorprendere chi vi assiste per la prima volta, ma che racconta anche un pezzo importante della storia e della cultura di Singapore.

Chi vive a Singapore da qualche tempo avrà probabilmente sentito parlare del Thaipusam, magari vedendo le immagini dei fedeli che attraversano la città trasportando grandi strutture decorate, oppure notando le chiusure stradali nella zona di Little India. È una di quelle celebrazioni che difficilmente passano inosservate, soprattutto per alcune pratiche religiose che, agli occhi di chi non le conosce, possono risultare piuttosto impressionanti.

Il Thaipusam è però molto più di una processione. Per la comunità induista tamil rappresenta un momento di profonda devozione, durante il quale i fedeli esprimono la propria gratitudine, chiedono protezione oppure adempiono a voti religiosi formulati in precedenza.

È anche una delle tante tradizioni che Singapore ha conservato nel corso della sua storia, nonostante le profonde trasformazioni economiche, sociali e urbanistiche degli ultimi decenni.

Le origini del Thaipusam

Il Thaipusam è una festività induista celebrata soprattutto dalle comunità tamil dell’India meridionale, dello Sri Lanka e di diversi Paesi del Sud-est asiatico, tra cui Singapore e Malesia.

Il nome deriva da Thai, un mese del calendario tamil che corrisponde generalmente al periodo tra gennaio e febbraio, e Pusam, il nome di una stella della tradizione astrologica induista.

La celebrazione è dedicata a Murugan, divinità particolarmente venerata nell’induismo tamil e associata al coraggio, alla saggezza e alla vittoria del bene sul male.

Secondo la tradizione, Murugan ricevette dalla madre Parvati una lancia divina, chiamata vel, con la quale affrontò e sconfisse il demone Surapadman. Questo episodio rappresenta simbolicamente la capacità di superare il male, ma anche le difficoltà e gli ostacoli che ciascuno incontra nella propria vita.

Per i fedeli, il Thaipusam è quindi un’occasione per ringraziare la divinità, chiedere una benedizione o mantenere una promessa fatta in un momento particolarmente difficile.

La preparazione può iniziare diverse settimane prima della celebrazione e comprendere un periodo di digiuno, alimentazione vegetariana, preghiera e astinenza. Le modalità variano secondo le tradizioni familiari e gli impegni religiosi assunti da ciascun partecipante.

Perché alcuni fedeli si trafiggono la pelle?

È probabilmente l’aspetto del Thaipusam che suscita maggiore curiosità, soprattutto tra chi assiste alla processione per la prima volta.

Durante la celebrazione, alcuni devoti trasportano il kavadi, una struttura che può essere relativamente semplice oppure particolarmente elaborata, decorata con fiori, piume di pavone e immagini religiose.

I kavadi più complessi possono pesare diverse decine di chilogrammi e vengono sostenuti attraverso un sistema di supporti che, in alcuni casi, comprende piccoli ganci o elementi metallici inseriti nella pelle. Altri fedeli scelgono di perforare simbolicamente le guance o la lingua con sottili lance rituali.

Sono pratiche che possono apparire estreme, ma che hanno un significato preciso all’interno della tradizione religiosa. Il sacrificio fisico rappresenta una forma di disciplina e devozione, attraverso la quale il fedele dimostra la propria determinazione e il proprio impegno spirituale.

Non tutti i partecipanti, naturalmente, si sottopongono a questi rituali.

Molti fedeli percorrono la processione trasportando semplicemente il paal kudam, un recipiente contenente latte che viene successivamente offerto alla divinità nel tempio. Altri accompagnano amici e familiari, li aiutano durante il tragitto oppure partecipano alle preghiere.

Il Thaipusam coinvolge infatti non soltanto chi compie materialmente il rito, ma spesso intere famiglie e gruppi di persone che condividono la preparazione e la partecipazione alla celebrazione.

La processione del Thaipusam a Singapore

A Singapore il Thaipusam è strettamente legato alla storia della comunità indiana, presente sull’isola fin dai primi anni dell’insediamento britannico.

La processione si svolge tradizionalmente tra due templi induisti: lo Sri Srinivasa Perumal Temple, situato lungo Serangoon Road, a Little India, e lo Sri Thendayuthapani Temple, in Tank Road.

Il percorso è lungo circa quattro chilometri e viene attraversato da migliaia di fedeli, molti dei quali camminano a piedi nudi, accompagnati da familiari, amici e volontari.

La processione può protrarsi per molte ore e richiede un’organizzazione considerevole, soprattutto per garantire la sicurezza dei partecipanti e gestire il traffico nelle zone interessate.

Chi ha avuto occasione di assistervi avrà probabilmente notato che l’atmosfera è molto diversa da quella delle altre festività che si celebrano abitualmente a Singapore. Non ci sono soltanto colori, decorazioni e musica, ma soprattutto persone impegnate in un percorso religioso che, per alcune di loro, rappresenta il risultato di settimane di preparazione.

La celebrazione è anche soggetta a precise disposizioni delle autorità, che regolano il percorso, gli orari, la presenza di strumenti musicali e lo svolgimento di alcune pratiche rituali.

Questo aspetto è particolarmente interessante se si considera che Singapore applica generalmente restrizioni piuttosto severe alle processioni religiose sulle strade pubbliche. Il Thaipusam rappresenta una delle eccezioni storicamente consentite, pur nel rispetto delle condizioni stabilite dalle autorità.

Perché il Thaipusam non è un giorno festivo?

Nonostante la sua importanza per la comunità induista tamil, il Thaipusam non è un giorno festivo ufficiale a Singapore.

La questione ha anche una spiegazione storica. Fino al 1968 il Thaipusam era riconosciuto come festività pubblica, ma perse questo status nell’ambito della revisione del calendario nazionale delle festività, effettuata dal governo per ridurre il numero complessivo dei giorni non lavorativi.

Da allora la celebrazione continua a svolgersi regolarmente, ma scuole, uffici e attività commerciali rimangono generalmente aperti.

Il Deepavali, invece, è rimasto tra le festività pubbliche nazionali riconosciute a Singapore.

Una distinzione che può sembrare curiosa, soprattutto considerando il numero di persone coinvolte ogni anno nel Thaipusam, ma che riflette le scelte compiute dal governo nella definizione del calendario delle festività religiose del Paese.

Quando si celebra il Thaipusam?

La data del Thaipusam cambia ogni anno, poiché viene determinata in base al calendario tamil.

Nel 2026 la celebrazione si è svolta il 1° febbraio, mentre nel 2027 il Thaipusam cadrà venerdì 22 gennaio.

Per conoscere gli orari della processione, le eventuali limitazioni al traffico e le disposizioni per il pubblico, è consigliabile consultare il sito ufficiale thaipusam.sg, dove vengono pubblicate le informazioni organizzative relative alla celebrazione.

È possibile assistere alla processione?

La processione è aperta anche a chi non appartiene alla comunità induista e rappresenta un’occasione interessante per conoscere una delle tradizioni religiose più antiche presenti a Singapore.

Uno dei punti dai quali è possibile osservarla è la zona dello Sri Srinivasa Perumal Temple, a Little India, dove i fedeli iniziano il loro percorso. Anche l’area di Tank Road, nei pressi dello Sri Thendayuthapani Temple, consente di assistere all’arrivo dei partecipanti e al completamento delle offerte religiose.

Occorre però ricordare che si tratta prima di tutto di una celebrazione religiosa e non di uno spettacolo organizzato per i visitatori.

È quindi importante mantenere una distanza adeguata, evitare di intralciare il passaggio dei fedeli e seguire le indicazioni dei volontari e delle autorità presenti lungo il percorso. Fotografare è generalmente possibile nelle aree consentite, ma è opportuno farlo con discrezione, soprattutto nei momenti di preghiera o durante i rituali più impegnativi.

Per chi desidera visitare i templi valgono le consuete regole di rispetto dei luoghi di culto, compreso un abbigliamento appropriato e la rimozione delle scarpe dove richiesto.

Anche le famiglie con bambini possono assistere alla processione, tenendo però presente che alcune pratiche di perforazione della pelle potrebbero impressionare i più piccoli. Inoltre, in determinati momenti della giornata, l’affluenza può essere notevole ed è quindi preferibile valutare in anticipo il punto dal quale seguire la celebrazione.

Una parte della Singapore che non tutti conoscono

Quando si parla della multiculturalità di Singapore, il pensiero va quasi sempre alla convivenza tra le principali comunità etniche, alla varietà delle cucine locali oppure alle festività più conosciute, come il Capodanno cinese, Hari Raya e Deepavali.

Il Thaipusam offre una prospettiva un po’ diversa, perché mostra come alcune tradizioni religiose continuino a occupare uno spazio importante nella vita di una città che, per molti altri aspetti, è profondamente cambiata.

È sufficiente osservare la processione che attraversa strade normalmente percorse da automobili e autobus, tra edifici moderni e attività commerciali, per rendersi conto di quanto la storia delle diverse comunità sia ancora presente nella Singapore di oggi.

Per chi arriva dall’Italia, dove le manifestazioni religiose pubbliche assumono generalmente forme molto differenti, il Thaipusam può essere un’esperienza insolita, talvolta difficile da comprendere senza conoscere il contesto culturale e religioso nel quale si svolge.

Non è necessario condividere le convinzioni dei partecipanti per riconoscere l’importanza che questa celebrazione riveste per loro e per le loro famiglie.

Ed è proprio questo, forse, uno degli aspetti più interessanti del vivere a Singapore: avere la possibilità di conoscere tradizioni molto diverse dalle proprie, non soltanto attraverso musei o iniziative culturali, ma osservandole ancora oggi nella vita quotidiana della città.

Per maggiori informazioni: Thaipusam Singapore – sito ufficiale

Autore

  • Bob è l’assistente editoriale della redazione della Comunità Italiana a Singapore: cura notizie, guide pratiche e approfondimenti su adempimenti e novità che impattano la vita degli italiani residenti a Singapore.

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