Alcol al volante: Singapore dimezza il limite e inasprisce le sanzioni

Il governo ha annunciato una serie di misure per invertire la tendenza sugli incidenti stradali, che nel 2025 hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi dieci anni: 149 morti, contro i 141 del 2016. Il dato più preoccupante riguarda gli anziani coinvolti come pedoni, più che raddoppiati in un anno: da 11 nel 2024 a 27 nel 2025.

Ad annunciare le novità è stata Sim Ann, Senior Minister of State for Home Affairs, durante il dibattito sul bilancio del Ministry of Home Affairs il 27 febbraio scorso. Il messaggio di fondo è esplicito: le strade di Singapore stanno diventando meno sicure, e servono interventi decisi.

Limite alcolemico più che dimezzato

Il limite per la guida in stato di ebbrezza passerà da 35 microgrammi di alcol per 100 ml di aria espirata a 15 microgrammi. È un valore fermo dal 1985, quarant’anni senza modifiche. La nuova soglia allinea Singapore a Giappone, Corea del Sud e Taiwan, dove limiti simili sono già in vigore.

Tradotto in termini di tasso alcolemico nel sangue, si passa da circa 0,08% a circa 0,03%. In Italia il limite generale è 0,05% (0,5 g/L), con tolleranza zero per neopatentati nei primi tre anni, conducenti professionali e under 21. La nuova soglia singaporeana sarà quindi più restrittiva anche rispetto a quella italiana standard e, si avvicina di fatto al regime che in Italia si applica solo ai neopatentati.

C’è però una differenza sostanziale nelle conseguenze. In Italia il Codice della Strada prevede un sistema a scaglioni: tra 0,5 e 0,8 g/L si tratta di illecito amministrativo (multa da 532 a 2.170 euro, sospensione da 3 a 6 mesi); sopra 0,8 g/L scatta il reato penale, con possibile arresto e multe fino a 6.000 euro. A Singapore, superare il limite è già di per sé un reato penale: non esiste la distinzione tra fascia amministrativa e fascia penale. Le pene possono includere multa, carcere e sospensione della patente fin dalla prima infrazione.

In pratica, basterà molto poco per risultare oltre il limite. Le modifiche legislative necessarie saranno introdotte nel corso dell’anno.

Sistema a punti: soglia di sospensione in revisione

Attualmente a Singapore la patente viene sospesa quando si accumulano 24 demerit points nell’arco di 24 mesi (13 per i neopatentati durante il primo anno). Il governo sta valutando di abbassare questa soglia e di allungare i periodi di sospensione, in modo che i conducenti più pericolosi vengano fermati prima e restino fuori dalla strada più a lungo.

Il meccanismo è invertito rispetto a quello italiano: qui si parte da zero e si accumula, anziché partire da 20 e scendere. Ma il principio è lo stesso: chi commette troppe infrazioni perde il diritto di guidare. In Italia servono 20 punti persi per restare a zero e rischiare la revisione della patente; a Singapore, attualmente, ne bastano 24 accumulati in 24 mesi per la sospensione e, questa soglia potrebbe scendere ulteriormente. Altra differenza: in Italia i punti si recuperano con il tempo (due anni senza infrazioni riportano a 20) o con corsi di aggiornamento; a Singapore i punti si azzerano dopo 12 mesi senza infrazioni, ma le sospensioni restano nel record per 24 mesi.

Anche le infrazioni per eccesso di velocità sono in crescita: +26% nel 2024 rispetto all’anno precedente.

Nuove telecamere e veicoli stranieri nel mirino

La Traffic Police ha sperimentato nel 2025 nuove telecamere che utilizzano analisi video e riconoscimento automatico delle targhe per rilevare in tempo reale diverse infrazioni. Queste telecamere saranno pienamente operative entro il primo trimestre del 2026.

Un altro fronte riguarda i veicoli immatricolati all’estero, principalmente dalla Malaysia, che rappresentano una presenza significativa sulle strade di Singapore. Le autorità hanno anticipato misure specifiche per rafforzare i controlli, senza per ora entrare nei dettagli.

Possibile nuovo reato per chi mette in pericolo deliberatamente

Il governo sta studiando l’introduzione di un nuovo reato specifico per i conducenti che mettono intenzionalmente in pericolo altre persone, con pene massime più elevate rispetto a quelle attuali. Il riferimento è a casi come le corse clandestine su strada, che hanno provocato vittime negli ultimi anni.

Causare la morte alla guida: due approcci diversi

Un aspetto che merita un confronto è come i due ordinamenti trattano il caso più grave: la morte di una persona causata da un conducente.

L’Italia nel 2016 ha introdotto il reato specifico di omicidio stradale (art. 589-bis c.p.), con pene calibrate in base allo stato del conducente. Se chi provoca la morte era alla guida sotto l’effetto di alcol con tasso superiore a 1,5 g/L, la pena va da 8 a 12 anni di reclusione. Per tassi tra 0,8 e 1,5 g/L, la forbice è 5-10 anni. In caso di semplice negligenza senza alcol o droghe, da 2 a 7 anni. La riforma del Codice della Strada del 2024 ha ulteriormente inasprito le conseguenze accessorie, inclusa la revoca a vita della patente nei casi più gravi.

Singapore non ha un reato autonomo equivalente all’omicidio stradale italiano. La fattispecie rientra nella cornice più ampia del dangerous driving causing death (sezione 64 del Road Traffic Act). Per i conducenti alla prima condanna, la pena massima è di 8 anni di carcere; per i recidivi, fino a 15 anni. Se il conducente era sotto l’effetto di alcol o droghe (classificato come “serious offender”) le pene si sommano e la squalifica dalla guida può arrivare a 10 anni o più. Fino a giugno 2025 esisteva un minimo obbligatorio di 2 anni di carcere per la prima condanna con esito mortale; questa soglia è stata rimossa, lasciando maggiore discrezionalità ai giudici.

In sintesi: l’Italia ha scelto la strada del reato ad hoc con pene minime alte come segnale politico forte; Singapore mantiene un’architettura più flessibile, ma con massimi edittali comunque severi e un sistema di aggravanti che rende le pene effettive comparabili.

L’obiettivo: zero vittime

Sim Ann ha citato Helsinki come esempio: la capitale finlandese ha registrato zero vittime del traffico per un intero anno, da luglio 2024 a luglio 2025. L’ambizione dichiarata è che Singapore possa raggiungere lo stesso risultato, ma richiede, nelle parole della ministra, un cambiamento collettivo della cultura stradale.

Vale la pena notare che la direzione è la stessa che ha preso l’Italia con la riforma del Codice della Strada entrata in vigore a dicembre 2024, che ha introdotto tra le altre cose l’obbligo di alcolock per i recidivi e la revoca a vita della patente in casi estremi. Due paesi molto diversi, la stessa tendenza: tolleranza sempre più bassa per chi guida dopo aver bevuto.

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